Robert Plant a Milano 27/7/2018

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Robert Plant in Italia! Non è un fatto così raro a dir la verità, infatti lo storico cantante dei Led Zeppelin è stato da noi tante volte negli anni, dopo lo scioglimento dei Led Zeppelin (e una volta con tutto il “dirigibile” nel 1971 con esiti a dir poco… infernali!).

Non è più l’incendiario leder degli Zeppelin, che sapeva animare le folle con il sex appeal e con il suo diabolico carisma, oltreché con una meravigliosa voce in grado di toccare le vette del paradiso e gli abissi dell’inferno. Oggi Plant è un artista settantenne, per niente vecchio, con un amore per la musica etnica che si è cementato negli anni senza tradire le sue radici blues. Ed è proprio quest’uomo il signore “di una certa età” che si presenta sul palco dell’Ippodromo di San Siro a Milano. Invecchiando, il suo fascino è maturato, come il sapore di un buon whisky. Oggi Robert sa attendere, i suoi pezzi sono dilatati in atmosfere magnificamente etniche, e a tratti quasi meditative, ma sa essere anche efficace con il timbro, ancora “quel timbro”, unico e inconfondibile della leggenda del rock. Non tocca più note altissime, se non raramente, preferisce concentrarsi sull’espressività, e quasi sulla dizione, con melodie sinuose che orbitano fra toni medi e bassi.

Qualcuno si annoia, io invece penso che meriti grande rispetto una persona con un simile passato che non ne abusa, non lo sfrutta, ma ha il coraggio di reinventarsi completamente, seguendo una strada di minor successo, ma probabilmente più congeniale al suo essere.

Non si può negare però che la parte migliore del concerto arrivi con i classici dei Led Zeppelin: “Going To California”, “Gallows Pole”, “The Lemon Song”, “Black Dog”, “Babe, I’m Gonna Leave You”, “Bring It On Home” e “Whole Lotta Love”. La scelta cade in buona parte su pezzi meravigliosamente acustici, come già erano nelle loro versioni originali, senza invasive riletture, rimanendo allo stesso tempo perfettamente coerenti con il resto della scaletta.

Per me oggi si sta chiudendo un ciclo: uno dei più bei concerti del blues rock inglese che vidi fu proprio quello di Robert Plant 15 anni fa, ancora una volta a Milano. Oramai questa stagione della musica è quasi finita, i loro protagonisti hanno superato i 70 e le possibilità di vederli cantare da noi, ancora in forma, sono agli sgoccioli. Vale quindi ancora di più una serata come questa, in questo afoso ippodromo in Pianura Padana, infestato da fastidiosissime zanzare – allo stand del merchandising non è presente un programma del tour, ma vendono le salviette antizanzara! – di fronte ad una leggenda. Ladies and Gentleman: “Robert Plant!” Ancora stasera, almeno una volta ancora.

 

SETLIST

The Lemon Song

Turn It Up

The May Queen

Black Dog

Going to California

Please Read the Letter

Gallows Pole

Carry Fire

Babe, I’m Gonna Leave You

Little Maggie

Fixin’ to Die

 

BIS:

Rainbow

Bring It On Home / Whole Lotta Love / Santianna / Whole Lotta Love

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