La leggenda di Hendrix a Woodstock

<<Sveglia! … Svegliati cazzo!>>

<<Ghhhhhhhh…>> risponde Charlie con un suono gutturale che sembra provenire direttamente dal centro della Terra.

<<Dai che c’è Jimi!>>

L’ultima pasticca lo ha steso completamente, ma pian piano anche Charlie riesce a tirarsi su per assistere all’esibizione del dio della sei corde.

Sono le 9 del mattino di lunedì 18 agosto 1969, Jimi entra in scena con la sua Fender stratocaster mancina bianca, veste una giacca perfettamente in tinta con la chitarra, ornata da frange e perle blu, al collo un ciondolo con una gemma verde smeraldo, e in fronte una bandana rossa. È fatto e stanco, del resto non dorme da tre giorni. Lo speaker introduce il gruppo come “The Jimi Hendrix Experience”, ma Jimi lo corregge: <<Abbiamo deciso di cambiare tutto e chiamarci “Gypsy Sun and Rainbows”. In sostanza, non è nient’altro che una banda di zingari!>>.  La “Jimi Hendrix Experience”, con cui l’artista nero ha conquistato il successo, ormai non esiste più, logorata dalle liti tra Jimi e il bassista Noel Redding, e dal maniacale perfezionismo di Hendrix stesso. Con lui questa volta ci sono Billy Cox al basso, Mitch Mitchell alla batteria, oltre al chitarrista ritmico Larry Lee e ai percussionisti Juma Sultan e Jerry Velez. È una formazione che durerà pochissimo, prima della nascita della “Band of Gypsys”, che accompagnerà Jimi nella seconda fase della sua leggendaria e breve storia musicale.

I “Gypsy Sun and Rainbows” provano pochissimo prima di salire sul palco di Woodstock, solo un paio di settimane, e, secondo Mitchell, non raggiungono mai una vera e propria coesione musicale. In realtà quest’oggi sembra di assistere ad una jam più che ad un concerto, alcuni inizi sono incerti, Jimi tira severe occhiatacce alla sezione ritmica, come per dargli indicazioni su cosa fare o per rimproverarli. La band sembra avvicinarsi al punto di intesa, senza mai raggiungerlo pienamente.

Ma ci sono alcune caratteristiche che rendono questa performance leggendaria. Il contesto prima di tutto:  il più grande Festival della storia del rock, tenutosi in una distesa di fango a causa della pioggia, perfetta metafora dell’illusione hippy. Nonché la qualità delle hit suonate da Hendrix come “Foxey Lady”, “Vodoo Child” e “Fire”, e specialmente l’immensità chitarristica di Jimi, che potrebbe suonare anche da solo, dando spazio al suo lirismo imprevedibile e onnipresente, a tratti quasi soprannaturale.

E poi c’è “Star Spangled Banner”, la trasposizione hendrixiana dell’inno nazionale americano, tra fischi, larsen e “dive bomb” (esplosioni chitarristiche). Una metafora sonora della guerra in Vietnam? Una sperimentazione con la sei corde? Una semplice idea di marketing per colpire l’attenzione? Sicuramente un pezzo che ha segnato la storia di Woodstock, del rock, e quella di Hendrix.

È tardi ormai, il Festival è terminato, la gente sta andando via, purtroppo proprio mentre Jimi sta ancora suonando. Charlie si guarda intorno e vede distese di fango e rifiuti. È ora di andare, di tornare al suo nulla quotidiano. Non è pienamente consapevole di aver assistito ad un pezzo di storia, è ancora scosso dai tre giorni di rock, dal poco sonno e dal Lsd. Capirà solo negli anni successivi di aver vissuto un evento che sarà per sempre ricordato come leggendario, di cui è stato parte in qualche modo anche lui.

<<Quando Jimi suonò l’ultima nota del suo show, pensai: forse è davvero finita. Non mi riferivo solo al concerto, ma a un’era. Quella folla stravolta che vagava verso l’uscita con i piedi immersi nel fango e negli escrementi era un simbolo. Woodstock non è stato l’inizio di un bel niente, ma la porta dietro cui sono rimasti sepolti gli ideali e le utopie degli anni Sessanta>>.

Eddie Kramer – produttore fondamentale della storia del rock e artefice delle registrazioni audio di Woodstock

JimiHendrixWoodstock

Jimi Hendrix Setlist

 

Message to Love

Hear My Train a Comin’

Spanish Castle Magic

Red House

Mastermind

Lover Man

Foxey Lady

Jam Back At The House

Izabella

Gypsy Woman / Aware of Love

Fire

Voodoo Child (Slight Return)

Stepping Stone

Star Spangled Banner

Purple Haze

Woodstock Improvisation

Villanova Junction

BIS:

Hey Joe

 

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