The Thrill is Gone: ricordando il blues di B.B. King…

B.B. King registra “The Thrill Is Gone” nel giugno del 1969 per il suo album “Completely Well”, pubblicato lo stesso anno. Il brano, originariamente composto da Roy Hawkins e Rick Darnell nel 1951, diventa grazie a King un vero e proprio standard blues, nonché uno dei suoi più grandi successi, che conquisterà la terza posizione della classifica R&B americana e il 15esimo posto nella “Billboard Hot 100 pop” e gli farà guadagnare l’anno successivo il Grammy Award per la ”Best Male R&B Vocal Performance” e il “Grammy Hall of Fame award “ nel 1998.

King of the Mississippi

Riley B. King nasce il 16 settembre 1925 sul Delta del Mississipi nei pressi di Itta Bena, circa venti miglia ad est di Indianola. La sua giovinezza trascorre tra scuola, lavoro nei campi di cotone, rinunce e tanti trasferimenti in seguito alla morte prima della madre e poi della nonna. La musica è la sua grande passione.

Il ragazzo è solito esibirsi con il suo gruppo gospel, ma un sabato pomeriggio, quando i suoi musicisti non sono disponibili, decide di suonare da solo per le strade di Indianola. Una volta tornato a casa, si rende conto di aver guadagnato due volte quello che guadagna in una settimana di lavoro nella piantagione. Dopo alcuni mesi in cui continua a guadagnare di più suonando che lavorando, inizia a sognare di sfondare nella musica. Finché un problema imprevisto gli dà la forza per compiere il passo decisivo: ha un incidente con il trattore, che si rompe irrimediabilmente, così, temendo le ire del padrone, scappa di notte dalla piantagione, parte con la sua nuova chitarra, e viaggia sull’autostrada verso Memphis.

Qui impara tutti i segreti del blues, ma ha un rimorso nel cuore che lo logora: ad Indianola lo aspettano ancora la moglie ed un debito da saldare per il trattore rotto. Decide così di tornare indietro, si rimette con la moglie e lavora duramente per saldare il denaro dovuto, anche se nel suo cuore risuonano ancora le note di Memphis.

Nel 1948 Riley è pronto, ha assolto tutti i propri doveri, e può finalmente partire alla volta del proprio sogno. Torna a Memphis e inizia a suonare a KWEM Radio, ospite della trasmissione di Sonny Boy Williamson II. Presto gli viene offerto un ingaggio a WDIA Radio dove farà un suo show giornaliero. La sua reputazione cresce enormemente, grazie agli show radiofonici, ed inizia così a suonare in tutti i club della zona.

Iniziano le esperienze discografiche, il primo successo è “Three O Clock Blues”, che raggiunge il primo posto della classifica Billboard il 2 febbraio 1952. La sua vita ha una svolta e comincia a suonare in locali come il Regal a Chicago e l’Apollo a New York.

Negli anni ’60 l’interesse per il blues e per la musica di B. B. subiscono un calo: è il periodo della Guerra in Vietnam, gli swinging sixties, e il pubblico è interessato ai nuovi generi musicali. Per risollevare le sue sorti artistiche, verso la fine del decennio, B. B. assume un nuovo manager, Sid Seidenberg, e inizia a collaborare con il produttore Bill Szymczyk. L’idea di quest’ultimo è quella di avvicinare il bluesman al nuovo pubblico giovane, enfatizzando il sound della chitarra e rendendo la base dei pezzi più rock. Dapprima produce l’album “Live and well”, che unisce una grintosa esibizione dal vivo a brani registrati in studio e poi viene inciso un nuovo disco, che contiene la grandissima hit “The thrill is gone”, capace di riportare King al meritato successo.

Alla fine degli anni ’60, King ha suonato in tutti gli Usa e in Europa. Nel corso della sua lunga carriera si esibirà anche in Giappone, Asia, Australia, Africa, Sud America, Russia, Estremo Oriente e Israele. Complice il successo mondiale, il blues e la sua arte sono ormai riconosciuti da tutti. Nel 1984 viene introdotto nella Blues Hall Of Fame e nel 1986 nella Rock N’ Roll Hall Of Fame. A partire dal 1969 riceve ben 18 Grammy Awards.

Mister King continua a fare concerti ininterrottamente fino ad ottobre 2014, quando accusa diverse complicazioni mediche, derivanti dalla sua storica lotta contro il diabete. Riley si addormenta nel sonno il 14 maggio 2015 all’età di 89 anni. Partendo dai campi di cotone, è riuscito a diventare una leggenda della musica.

 

Genovablue

Sono genovese e so che la mia città a volte offre poco, ma altre volte dà tantissimo, per chi sa essere attento e curioso. A Zena sono passati – e cito solo i primi che mi vengono in mente – Bob Dylan, Aretha Franklin, Miles Davis, Bruce Springsteen, Roger Daltrey degli Who e anche mister King.

Nel 2004 Genova è “Capitale Europea della Cultura”. Fra le tante iniziative viene organizzata la rassegna di concerti “Live in Genova 2004”, che vede protagonisti nomi di punta della musica straniera e nostrana come Vasco, Elton John e Peter Gabriel. Lo show di B.B. King si tiene l’8 luglio in Piazza del Mare, nella zona della Fiera di Genova.

Lo spettacolo inizia alle 21. B.B. King suona seduto al centro del palco, accompagnato da una favolosa band composta da James Bolden (tromba e musical director), Stanley Abernathy (tromba), Melvin Jackson (sax), Walter King (sax), Charlie Dennis (chitarra), Reggie Richards (basso), Leon Warren (chitarra), James Toney (tastiera) e Calep Emphrey (batteria).

L’unica star della serata è però King, ha un gran carisma e una simpatia contagiosa. Durante lo show racconta che il suo medico vorrebbe che non suonasse più dal vivo ma lui non riesce proprio a rinunciarvi. C’è qualche piccola imperfezione nell’esecuzione chitarristica, più che giustificata dal passare degli anni, ma niente di rilevante. Il suo sound è caratterizzato da suoni caldi e piacevoli che danno vita ad un blues elegante. Inoltre, rimango piacevolmente colpito dalla qualità della sua performance vocale ed in particolare dal suo fantastico vocione soul.

Il concerto si conclude dopo circa un’ora e mezza tra gli applausi dei 4.000 partecipanti. Ancora una volta la musica ha trionfato… e il sacro fuoco del blues ha bruciato sul fronte del porto di Genova.

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