Il design di Helsinki e la meraviglia di San Pietroburgo

Il viaggio inizia nella mente del viaggiatore nel momento stesso in cui egli decide di andare da qualche parte. Per quanto mi riguarda, però, non avevo nessuna particolare aspettativa sulla Finlandia e la Russia, né negativa né positiva, perché, non solo non c’ero mai stato, ma non me ne ero neanche mai particolarmente interessato.

L’aereo parte puntuale da Malpensa e in poche ore atterriamo a Helsinki. Mi alzo per prendere il trolley dalla cappelliera e un deficiente butta il suo bagaglio rigido sul mio piede, frantumandomi un dito. Non è certo questo il miglior inizio per un viaggio che prevede tanti giri a piedi. Stringo i denti e arriviamo in albergo, un magnifico 4 stelle nel porto di Helsinki. Dopo una breve sosta ristoratrice, siamo pronti per fare un bel giro, nel tardo pomeriggio, dalle parti del porto, e per una semplice cena.

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Dopo un sonno ristoratore e una provvidenziale fasciatura al piede, dedichiamo la mattinata a una passeggiata nel centro di Helsinki e visitiamo la caratteristica cattedrale di Uspenski, che ci affascina con le sue cupole verdi e le facciate rosse. La città è ricca di stile, non per niente Helsinki è considerata la capitale del design. La zona di Piazza Del Mercato è riempita da graziose bancarelle colorate. Ma il tempo è poco e la nostra nave per San Pietroburgo ci aspetta alle 16. Dopo una zoppicante traversata del centro, arriviamo in porto. Al terminal, il personale addetto alle partenze verifica con attenzione ogni dettaglio della nostra prenotazione, perché per entrare in Russia tutto deve essere perfetto.

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E poi saliamo in nave. Manuela non le ama, a me invece riportano alle vacanze estive in Sardegna che facevo negli anni dell’infanzia. Quanti traghetti ho preso da bambino! La nave è gestita da una società per metà italiana e per metà russa. Nel suo insieme non è niente male. Il comandante e gli ufficiali sono italiani, mentre il personale di bordo è russo: sono di una maleducazione indescrivibile quelli che passano la valigia nel metal detector prima di farci entrare. La nave è una classica Moby, italianissima, mentre gli interni sono rifatti, peraltro con molto gusto, dalla compagnia russa. Unico neo, le cabine piccole e insignificanti. La cena è semplicemente ottima, salmone in tutte le salse (quanto mi piace!), ravioli, insalata russa, buonissime aringhe in agrodolce, e piatti italiani o internazionali.

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La navigazione è calma e tranquilla, e, cullati dalle onde, si arriva a San Pietroburgo alle 9 di mattina. I controlli doganali sono lenti, eccessivi, e parecchio sgarbati: è l’unico ricordo brutto del viaggio. Dopo tre ore in piedi in coda, la stanchezza comincia a farsi sentire. Ma siamo finalmente fuori, e la guida russa, che mastica un buon italiano, ci accompagna in un primo intenso giro in pulmino per la città, di circa due ore e mezza. Vediamo tutte le principali attrazioni, capiamo poco dell’insieme, ma questo tour ci è molto utile per capire meglio come girare nei due giorni di soggiorno, e per capire cosa vogliamo vedere e come arrivarci.

Siamo in hotel, giusto il tempo di una breve sosta prima di procedere in cerca della cena. Visto che è scritto tutto in russo, e ovviamente non capiamo nulla, per questa prima volta optiamo per un locale di stampo americano dove tutto è scritto in inglese.

Il secondo giorno a San Pietroburgo è il più bello. Cominciamo la giornata con un giro dell’Ermitage di circa 4 ore: qualcuno dice che il museo sia lungo addirittura 20 km, per cui abbiamo vinto sicuramente la maratona oggi! Il museo è stupendo, sicuramente una delle meraviglie del mondo, davvero ricco con i suoi ornamenti d’oro e le incredibili opere d’arte contenute.

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Dove mangiare a questo punto? Insisto con la mia compagna per entrare in una stolòvaya, si tratta di semplici tavole calde russe, dove provare la cucina locale a buon prezzo. Tutto è scritto in russo e nessuno sa una parola di inglese, ma ci divertiamo ad indicare i cibi con il dito e a gettarci alla scoperta della cucina del posto. La stolòvaya che scegliamo si trova all’inizio della Prospettiva Nevsky, l’arteria centrale di San Pietroburgo, nonché la strada più ricca di negozi (per la maggior parte occidentali). È una via ricca di fascino e ne rimango colpito.

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Ma non finisce qui, i nostri piedi ormai imploranti ci portano a rivedere da vicino molti degli edifici magnifici visti di corsa con la guida il giorno prima: la magnifica Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato, che visitiamo anche all’interno, ricca di fascino e stupore, e la Cattedrale di Sant’Isacco. Siamo pronti per la cena e si torna in una stolòvaya: tra ravioli, salmone, insalata russa si arriva all’ora di rincasare. Ancora a piedi!

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L’ultimo giorno il nostro giro è poco fortunato: vogliamo andare in autobus alla Fortezza di San Pietro e San Paolo, ma sbagliamo autobus e finiamo in periferia. Riusciamo a tornare in centro, ma è già l’ora di un veloce pranzo, prima di tornare alla nostra nave. Un’altra nottata tra le dolci onde del Baltico di inizio settembre e siamo di nuovo a Helsinki. È l’ultimo giorno, facciamo un giro fra le bancarelle della caratteristica Piazza del Mercato, un buon pranzo a base di pesce fritto, e un meraviglioso giro in battello tra le isolette di fronte alla città.

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Il nostro viaggio è finito, la mattina dopo si riparte per Malpensa, con la consapevolezza di avere fatto uno dei più bei viaggi della nostra vita e con la curiosità di approfondire con una successiva visita la grande Russia.

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